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di Giaga Lo Porto

Pesanti accuse nei confronti del festival “Una marina di libri” e del suo direttore artistico, Ottavio Navarra. Ad essere colpito è il fenomeno dell'ebook, escluso dall'evento. A spiegare la vicenda è Gabriele Mastropaolo, editore digitale: “Risposte incongruenti e ridicole”.

PALERMO - Polemiche ad “Una marina di libri”, il festival palermitano della piccola e media editoria indipendente, che quest’anno verrà ospitato al Museo di Storia Patria. Ad essere colpito è il fenomeno dell'ebook, un nuovo modo di intendere un testo in formato elettronico caratterizzato da un’emulazione avanzata delle modalità di lettura e della consultazione dei libri cartacei. “Ho fatto richiesta tramite modulo, ad aprile, di uno stand per il festival 'Una marina di libri e, dopo pochi giorni, mi è stata inoltrata una risposta negativa in cui si faceva riferimento a problemi logistico-strutturali – racconta a Livesicilia Gabriele Mastropaolo, editore Ebook – Eppure, quando avevo chiesto informazioni e dichiarato apertamente il mio ruolo, prima di effettuare la richiesta non mi era stata posta alcuna obiezione”.

L'accusa è rivolta principalmente all'editore Ottavio Navarra, direttore artistico dell'evento, reo di aver fornito motivazioni inconcludenti e incongruenti tra loro: “Nella risposta, l'editore, dice di non avere spazio e mezzi a sufficienza per ospitare lo stand di un editore che pubblica in digitale – continua Mastropaolo - È evidente come tale risposta metta fortemente in dubbio la sua serietà e che copra di ridicolo l'iniziativa e l'editore Ottavio Navarra”. Parole al vetriolo quelle utilizzate dall'editore che ironizza: “Certo, le nostre edizioni digitali e i nostri booktrailer, occupano senz'altro più spazio che i libri di carta. Non riesco proprio a comprendere l'imbarazzante quanto goffa risposta fornita dall'editore Navarra”.

Ma non finisce qui. Dopo il primo diniego, infatti, Mastropaolo racconta di aver ricontattato l'organizzatore del festival dichiarando la propria disponibilità a partecipare all'evento (dati i paventati problemi logistici) con mezzi propri quali pc, monitor e tablet. In un primo momento Mastropaolo non ha ricevuto alcuna reazione, così, ha ben pensato di rendere nota la vicenda sull'account Facebook dell'evento. Anche in questo caso, però, la risposta non è stata delle migliori: “Sono passati pochi istanti che la risposta del direttore artistico mi è giunta tramite posta privata proprio sul social network. E udite udite, questa volta la difficoltà frapposta era di ben altra natura - prosegue l'editore Ebook più agguerrito che mai – Navarra ha infatti cambiato direzione dicendo che la sezione dedicata all'editoria digitale non era prevista nel regolamento. Ho chiesto pertanto di averne una copia ma , anche in questo caso, la risposta non si è verificata”. A detta dell'editore digitale, infatti, il messaggio è stato visualizzato (come ben sanno gli assidui fruitori di Facebook) ma nessuna replica è pervenuta.

“Non voglio pensare ad un'azione di ostracismo ma riesco ad immaginare soltanto due alternative: o l'editore Navarra ha grossi deficit culturali, o il festival è la solita conventicola radical chic, con sedicenti operatori culturali che loro se la suonano e loro se la cantano. – conclude Mastropaolo - In entrambi i casi, ci guadagna una pessima figura”.

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