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io lucifero copertinadi Anna Burgio, per Fattitaliani.net

Dall’ormai lontano tempo in cui sono venuta a conoscenza dell’esistenza degli eBooks, sono sempre stata restìa a farne uso. Amando i libri di carta, ritenevo che il formato elettronico togliesse parte della magia che spesso accompagna le parole scritte, così come oggettivamente toglie il profumo dei fogli stampati. Mi sbagliavo.

Continuo sì a pensare che un libro tangibile abbia un valore aggiunto - è forse perché difficilmente mi libero dei cliché cui sono ancorata – ma l’approccio al mondo degli eBooks mi ha disvelato una realtà nuova e ricca di vantaggi.

Questo nuovo viaggio attraverso la lettura digitale è cominciato con Io, Lucifero, libro di Gabriele Mastropaolo (Exbook.eu Publisher, ottobre 2012, pagg. 118, € 5,99).

Non poteva esserci inizio migliore, per farmi fugare ogni dubbio sul mezzo e convincermi che anche tra i libri elettronici si possono trovare deliziose perle di scrittura.

Il titolo del libro lascia ampi spazi all’immaginazione. L’argomento riguardante il diavolo è stato trattato, nel corso dei secoli, infinite volte e nei modi più disparati. Mentre ci si approccia alla sua lettura, dunque, un “Io Lucifero” può far presuppore di tutto, da un trattato sulle occulte presenze a un testo di satira di qualunque tipo, volendo anche politica.

E invece si tratta di un libro che definirei un esperimento di contaminazione, un romanzo che acquista via via le caratteristiche del saggio, un’analisi del presente che affonda le radici in una sottile e raffinata ricerca storica.

Il protagonista del libro è un Lucifero ormai stanco e disilluso, seppure sempre arrogante e altero, che decide di dettare le sue memorie al maggiordomo Cipriano. Emergono allora dal passato figure la cui vita ha avuto in qualche modo a che fare con la lotta tra il bene e il male: da Sant’Agostino a re Salomone, da Fra Dolcino ad Abelardo ed Eloisa.

La ricostruzione storica è precisa e attenta. I sentimenti umani emergono con particolare vigore e ciò che mi stupisce è che emergono anche quelli di Lucifero, che mi appare sempre più, leggendo, come un povero diavolo, preso in trappola, giocato e strumentalizzato dalla volontà degli umani.

E, in effetti, questo è il tema centrale del libro.

Ma era così: apparivo e basta. Anzi, più che apparire, comparivo: facevo da comparsa. Un servo di scena. Gli uomini agivano, facevano la loro parte e io facevo la mia”.

Così parla a un certo punto Lucifero, che sembra andare alla ricerca di una propria identità perduta, poiché quello che era il fine principale della sua esistenza gli è stato depredato da uomini assetati di potere; uomini spesso porporati – dice l’autore – che hanno utilizzato il concetto di male per incutere terrore, per controllare le masse, per giustificare le proprie nefandezze.

Non ho semplicemente letto il libro, l’ho gustato.

Il testo ha il lessico alto e ricercato che si confà a un valido saggio, ma ha lo stile scorrevole di un buon romanzo; le due caratteristiche non stridono, anzi, si amalgamano mantenendo viva l’attenzione.

A volte tragico, a volte puntellato d’ironia, “Io Lucifero” mi ha fatto trascorrere ore piacevolissime, fornendomi, nel contempo, singolari spunti di riflessione.

Amo i libri di carta. Ma da adesso voglio senz’altro bene anche agli eBooks.


Anna Burgio, autrice del romanzo "Serafina" e dei racconti di "Dove mi porti?".


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